Scuola dell'infanzia

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Salve a tutte,

vi immagino impegnate al computer a “combattere” contro applicazioni che non si installano e tutorial che non spiegano quello che in questo momento avreste bisogno di saper fare. Questo se va tutto bene: se in famiglia e nei “dintorni” (amici, vicini …) tutti sono in salute. Altrimenti, com’è ovvio che sia, la scuola diventa lontana lontana.

Per questo sono sempre in difficoltà nel contattare le persone, che siano genitori, amici, colleghe. Perché non sai mai in che momento capiti; quale situazione si trovano a vivere.

Io per fortuna (e per il momento sto bene) e anche i miei familiari. Siamo un po’ in ansia per mia sorella che lavora ad Alba con la quale ci facciamo lunghissime videochiamate nelle quali lei cerca di rassicurarci. Tutti noi speriamo che questa emergenza riduca il suo impatto sulle nostre vite: nessuno pensa ad una soluzione ma che almeno si inizi un progressivo (anche se lentissimo) miglioramento.

Come vi dicevo nel precedente messaggio, insieme a Monica, cerchiamo di costruire qualcosa da mandare ai bambini. Esclusi link e canzoncine varie, abbiamo pensato di costruire dei libri in cui la scuola parla direttamente a loro. Nel primo episodio la scuola li ha fatti entrare di nascosto e li ha portati ad esplorare i vari ambienti: il corridoio, la sezione, la palestra. Ma era tutto vuoto. Insieme al libro abbiamo inviato un messaggio chiedendo a chi aveva la voglia, il tempo e la possibilità di inviarci un autoritratto che noi avremmo inserito all’interno delle immagini del libro successivo. Questa volta è andata meglio che con i fiori (5 risposte su 25 bambini): hanno risposto in 15. Le foto dei disegni sono state ritagliate per togliere i nomi (tanto ciascun bambino è in grado di riconoscere il suo disegno e i genitori non hanno bisogno di sapere chi ha inviato/non ha inviato cosa). Le abbiamo anche un po’ sistemate perché erano troppo buie, storte … Alcune erano in PDF per cui le abbiamo prima dovute convertire in JPG. Si imparano a fare un sacco di cose! Alla fine le abbiamo inserite all’interno delle foto della scuola e abbiamo costruito il secondo libro. L’idea sarebbe quella di usare come traccia le attività contenute nel cartellone delle presenze (quello di Barbara, per intenderci) che noi usiamo ogni mattina. Non ci interessano le attività in sé; abbiamo cercato un momento di condivisione all’interno della giornata scolastica che potesse fare da sfondo ai nostri messaggi e il momento dell’appello ci è sembrato il migliore. Ogni mattina ci sediamo sulle panchine, ci contiamo, controlliamo chi manca e perché, osserviamo insieme ciò che alcuni bambini hanno portato per l’angolo delle stagioni (ogni mattina c’è qualcosa). Ci sembrava il momento più “comunitario” di tutti e anche quello più “identitario”, attraverso il quale ci si riconosce appartenenti alla sezione lavanda. Le attività sono solo occasioni per consolidare questo vissuto. In questo libro c’è l’attività del mese. Nel prossimo ci sarà l’appello e il conteggio. Sì perché anche se 15 sono tanti, troppi mancano ancora per arrivare a 25. Ci siamo chieste che effetto può fare ad un bambino vedere i disegni dei suoi amici all’interno del libro e invece lui non c’è. Per questo abbiamo inviato un messaggio dicendo che anche se in questo non c’erano, di stare tranquilli perché nel prossimo ci sarebbero stati tutti. Infatti Monica ha avuto l’idea di usare i contrassegni. È tutto complicato perché quando ti sembra di aver trovato la soluzione, poi ti accorgi che hai creato altri possibili problemi.

Comunque, in questo modo, ci sembra di aver risolto. I disegni che arrivano vengono archiviati e conservati. Ad ogni messaggio rispondiamo individualmente cercando di valorizzare il lavoro del bambino e richiamando momenti di vita a scuola (a Martina che ha inviato il disegno di una bambina senza braccia abbiamo risposto che è stata molto brava. Ha fatto la bambina con le braccia dietro la schiena, proprio come faceva nei disegni liberi a scuola). Quei ritratti infatti non sono stati chiesti pensando di consolidare il lavoro sullo schema corporeo. Sono solo dei segnali di presenza a cui rispondiamo con segnali di riconoscimento. Loro ci dicono che ci sono; noi rispondiamo che li vediamo, che li abbiamo riconosciuti, che sono loro, i nostri bambini. La stessa cosa vale per i pesci. Abbiamo inviato il video la mattina di sabato. Il pomeriggio erano già arrivati due pesci. I bambini ansiosi (e i loro genitori). Oggi una bambina ne ha mandati due (le piace disegnare). Ora stiamo lavorando a cosa farne di questi pesci. Ci piacerebbe costruire un gioco, qualcosa di più interattivo del libro. Anche per cambiare un po’. Non so se saremo capaci perché poi ci sono tutti i problemi tecnici legati all’invio, al fatto che i genitori dovrebbero scaricare programmi o app e noi non vogliamo dare lavoro inutile a chi ha già molto da fare. Vedremo cosa ne uscirà.

Intanto un saluto caro a tutte voi,

Paola Conti

C. scuola dell'infanzia

Una proposta

Paola Conti
sc. dell'infanzia, scuola di Ulignano /
I.C. di San Gimignano - Siena


Registrazione Episodio 1

Paola Conti
sc. dell'infanzia, scuola di Ulignano /
I.C. di San Gimignano - Siena


Registrazione Episodio 2

Paola Conti
sc. dell'infanzia, scuola di Ulignano /
I.C. di San Gimignano - Siena


Registazion. Episodio 3

Paola Conti
sc. dell'infanzia, scuola di Ulignano /
I.C. di San Gimignano - Siena


Episodio 3

Paola Conti
sc. dell'infanzia, scuola di Ulignano /
I.C. di San Gimignano - Siena