Opinioni a confronto


  • Storie di vita: l'assenza, denominatore comune

    Storie di vita: l'assenza, denominatore comune

    di Benedetta Pazzagli | del 02/04/2013
    Nel tempo in cui sono presente a scuola come insegnante, mi capita spesso, di recente, di raccogliere dai miei alunni storie di assenza: assenza di adulti - padri, madri, insegnanti- forse troppo occupati e  pre-occupati delle loro cose non risolte e presi dai ritmi frenetici del vivere, per potersi mettere in relazione autentica con l’altro.“Chi si ferma è perduto!”, recita il proverbio. A me sembra che a perdersi sia proprio chi non si ferma mai! Quando poi veniamo richiamati  e qualcuno ci dice che forse è necessario fermarsi –magari per un colloquio con l’insegnante a scuola - la cosa ci imbarazza a tal punto che, non essendone...
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  • Sereno

    Sereno

    di Maria Piscitelli | del 31/03/2013
    Dopo tanta nebbia a una a una si svelano le stelle Respiro il fresco che mi lascia il colore del cieloMi riconosco immagine...
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  • Classi difficili. Dal diario di bordo..

    Classi difficili. Dal diario di bordo..

    di Roberta Pozzana | del 14/03/2013
    Settembre 2012 La classe in cui mi sono trovata ad operare è composta da venti alunne, esclusivamente  ragazze perché il corso forma per la figura dell’estetista, tutte loro provengono da situazioni piuttosto difficili sotto vari punti di vista. Il denominatore comune è l’insuccesso scolastico e la conseguente disaffezione a qualsiasi tipo di impegno o sforzo di tipo intellettuale. Molte hanno ripetuto più volte e hanno sviluppato una forma di difesa basata sull’arroganza  e su una falsa sicurezza di sé....
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  • La questione delle lingue nel sistema Italia

    La questione delle lingue nel sistema Italia

    di Lend nazionale | del 17/02/2013
     «E’ solo la lingua che fa eguali. Eguale è chi sa esprimersi e intende l’espressione altrui. Che sia ricco o povero importa meno. Basta che parli» [...]«E non basta certo l’italiano, che nel mondo non conta nulla. Gli uomini hanno bisogno d’amarsi anche al di là delle frontiere. Dunque bisogna studiare molte lingue e tutte vive» don Milani Lettera a una Professoressa   
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  • Sulla scuola non si può più sbagliare

    Sulla scuola non si può più sbagliare

    di Cidi nazionale | del 17/02/2013
     Sulla scuola non si può più sbagliare. Questo è il messaggio che vorremmo fosse ben chiaro non solo al nuovo governo, ma a tutto il nuovo Parlamento. Non c'è rilancio possibile per il Paese senza una vera politica per la formazione. Il che impone un'inversione di rotta che rappresenti una netta discontinuità con la politica dei tagli che ha colpito la scuola negli ultimi decenni. Tornare a investire sulla conoscenza è il prerequisito indispensabile  
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  • Orientamento e disorientamento

    Orientamento e disorientamento

    di Benedetta Pazzagli | del 04/02/2013
    In questi giorni sono stata invitata  dal Preside a partecipare ad una riunione sull’Orientamento Scolastico tra scuole del Mugello: erano presenti  colleghi di varie scuole delle secondaria di primo grado e della secondaria di secondo grado, formatori di  agenzie deputate all’orientamento e docenti dell’Università . Questo è infatti il tempo in cui nella scuola si parla più diffusamente del tema, anche a motivo del giudizio orientativo che, come insegnanti, siamo chiamati ad indicare nelle schede di valutazione per le famiglie.  U.Galimberti nel Dizionario...
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  • Testimonianza

    Testimonianza

    di Benedetta Pazzagli | del 24/01/2013
      Ieri pomeriggio, in un incontro di formazione con insegnanti della scuola superiore, una collega mi esprimeva le sue difficoltà nella relazione con i propri alunni, molti dei quali extracomunitari con storie di emarginazione, quando non di violenza, alle spalle.   Nello specifico, mi raccontava di un ragazzino i cui genitori hanno rifiutato la certificazione per DSA perché “lui non vuole sentirsi diverso dagli altri e noi non ci possiamo fare niente” e questo anche se corre il rischio di perdere l’anno, perché non riesce a stare al passo con le richieste della scuola. Così, all’ultimo compito in...
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  • L'ascolto

    L'ascolto

    di Benedetta Pazzagli | del 11/01/2013
      Al rientro dalle vacanze scolastiche natalizie, vengo accolta nella casa famiglia dove svolgo il mio tirocinio di specializzazione in psicoterapia da una delle ragazze ospiti di tredici anni, che mi chiede incuriosita: “Perché fai la psicologa? Cosa fa la psicologo di utile?” Attendo qualche istante, la guardo e sorrido, poi dico semplicemente “Lo psicologo ascolta…”; “Allora - continua lei -  io voglio venire da te, perché anch’io ho bisogno di essere ascoltata!” Sembra che una paziente adolescente di Freud,...
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  • Perché gli studenti non ascoltano?

    Perché gli studenti non ascoltano?

    di Maria Piscitelli | del 21/12/2012
    L’apprendimento non è lineare, è fatto di sbalzi in avanti e indietro e le vie per apprendere sono plurime. Lo studente, però, può trovare la propria via più agevolmente se il docente pratica una didattica contestualizzata, attenta alla metacognizione, all’operatività, alla cooperazione. Il 31 ottobre 2012 è stato pubblicato su “Repubblica” un articolo di Marco Lodoli (“La fine dell’umanesimo”), che pone il problema relativo alla difficoltà di insegnare a giovani sempre più demotivati e poco...
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  • Ma la lingua sta alla grammatica come…?

    Ma la lingua sta alla grammatica come…?

    di Rosy Gambatesa | del 20/11/2012
    Chi per esplorare una foresta pluviale trascorrerebbe una giornata o più in un museo di scienze naturali? O chi dopo essere stato a passeggiare nelle sale di un museo archeologico avrebbe negli occhi , nelle orecchie e nel naso lo sguardo e la risata di un antico romano o un odore di quel tempo? Intravedere ciò che non c’è e che in quel luogo si testimonia non è forse l’esperienza comune di ogni visita ad un museo? Il visitatore  se ne esce pieno pieno di una mancanza,  passata in rivista nella trasparenza dei frammenti,  allestiti con algido ordine e significato. Quale...
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