Opinioni a confronto


  • Lettera a una maestra

    Lettera a una maestra

    di Alan Pona | del 30/10/2014
    Cara Amica e Collega, mi piace dibattere con te su questioni di linguistica educativa. Lasciami dire che mentre tu ti sbilanci verso la funzione comunicativa della lingua, io nei miei percorsi di educazione linguistica includo l’osservazione delle forme linguistiche e delle loro relazioni all’interno della frase anche prescindendo dalla comunicazione. Ti spiego il perché. Le abilità/conoscenze testuali sono altra cosa rispetto alle competenze/abilità/conoscenze strettamente linguistiche. Un buon curricolo di italiano...
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  • Pensieri. La grammatica

    Pensieri. La grammatica

    di Rosy Gambatesa | del 08/10/2014
    Per quanto riguarda il lavoro sulla frase a scuola io, dal mio minimo particolare, penso che:   -la grammatica nel senso della scienza pura dei modelli è una disciplina bellissima e importante, che va destinata agli studi superiori universitari e a persone con una già solida preparazione;   -che è pericoloso e diseducativo parlare ai giovani in termini di modelli e...
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  • Le lingue e la città. Lavoro – cittadini - culture

    Le lingue e la città. Lavoro – cittadini - culture

    di Maria Piscitelli | del 25/09/2014
    Seminario nazionale lend Firenze, 2013.  Nei giorni 25-26 ottobre 2013 si è svolto a Firenze, nell’Auditorium di Sant’Apollonia e nell’aula Magna della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze, il Seminario nazionale Lend: Le lingue e la città. Lavoro – cittadini - culture, a cui...
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  • L'Università e la formazione dei docenti

    L'Università e la formazione dei docenti

    di Rosalia Gambatesa | del 06/09/2014
      Nell’articolo “La cattedra non è solo busta paga: per latino e greco ci vogliono prof «seri»” Marco Nese, giornalista del Corriere della Sera, affronta la questione delle cattedre concesse a insegnanti inadeguati e riporta tra virgolette alcuni giudizi della professoressa Emanuela Andreoni, ordinario di latino e direttore del TFA presso l’università Roma3, che ha diretto per anni l’organismo che selezionava...
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  • Meravigliarsi e istupidire. Le ambivalenze semantiche dello stupore antico

    Meravigliarsi e istupidire. Le ambivalenze semantiche dello stupore antico

    di Valentina Chinnici | del 06/07/2014
    Tra antico e moderno.   “I concetti creano gli idoli. Solo lo stupore conosce” scriveva nel IV secolo Gregorio di Nissa 1. D'altro canto il connubio tra stupore e conoscenza risulta autentico leit motiv del pensiero filosofico già a partire da Platone e Aristotele. Più precisamente lo stupore, inteso come capacità di meravigliarsi (thaumàzein), è individuato dai due filosofi greci come l'origine stessa e la causa prima (arché) della filosofia: “Infatti,...
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  • “Pizza con i Prof”: una riflessione

    “Pizza con i Prof”: una riflessione

    di Benedetta Pazzagli | del 18/06/2014
      Tempo di fine scuola, tempo di pizza con i professori. Vorrei riflettere insieme a voi su un episodio che alcuni colleghi (secondaria di primo grado) mi hanno raccontato la settimana scorsa.   Finite le lezioni mattutine, in attesa dell’inizio degli esami, una terza classe della scuola ha chiesto ai professori di ritrovarsi per mangiare una pizza insieme; i colleghi hanno accettato l’invito, benché questa classe, più di altre, nel corso dell’anno scolastico, li abbia messi a dura prova: rapporti, convocazioni in Presidenza, colloqui con i genitori, consigli...
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  • Ripartire dagli insegnanti

    Ripartire dagli insegnanti

    di Cidi | del 08/06/2014
    Finanziare ogni scuola per la formazione in servizio. Proposta del Cidi alle forze politiche.  La scuola è un sistema complesso che non si può modificare in maniera significativa e permanente senza agire contemporaneamente su tutte le variabili. Tuttavia, poiché è impossibile, di questi tempi, immaginare interventi su tutto il sistema contemporaneamente, è necessario stabilire delle priorità, indicando...
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  • Il curricolo verticale

    Il curricolo verticale

    di Carlo Fiorentini | del 04/05/2014
    Che l’educazione tradizionale fosse una “routine” in cui i piani e i programmi erano trasmessi dal passato, non implica affatto che l’educazione progressiva debba essere una improvvisazione. J.Dewey,Esperienza e educazione, Firenze, La Nuova Italia, 1949, p. 13-14.
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  • "Io ci sarò". Storia di una famiglia felicemente imperfetta

    di Paola Conti | del 16/02/2014
    Recensione del libro “Io ci sarò. Storia di una famiglia felicemente imperfetta” (Letizia Nucciotti, 2013) in cui una donna racconta il cammino fatto insieme a Ezio (figlio con handicap) che ha reso la sua famiglia “... felicemente imperfetta”. Un libro felice e un invito perché siano anche gli insegnanti a leggerlo.  Il libro di Letizia Nucciotti “Io ci sarò. Storia di una famiglia felicemente imperfetta”, (Stampa Alternativa, Viterbo, 2103) è un diario. Il diario della mamma di Ezio. Fino a un certo punto, come in...
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  • Geni e ambiente nello sviluppo del comportamento

    Geni e ambiente nello sviluppo del comportamento

    di Igor Branchi (*) Researcher at the Section of Behavioural Neuroscience, Dept. Cell Biology and Neurosciences, Istituto Superiore di Sanità, Roma, Italy | del 29/12/2013
    Cenni storici.  Il fenotipo di un organismo, il complesso delle sue caratteristiche morfologiche e funzionali, è determinato dall’influenza reciproca tra i geni (ovvero il genotipo) e l’ambiente in cui esso cresce e vive. Tale concetto risale ai primi anni del 20° sec., quando Archibald Garrod, un medico inglese, in collaborazione con William Bateson, biologo inglese, studiò alcune famiglie i cui membri presentavano gravi anomalie del metabolismo. Egli ne identificò la causa in un’alterazione genetica che impediva all’organismo di effettuare specifiche...
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