Filastroccando, filastroccando

di Rosy Gambatesa | del 30/05/2020
Filastroccando, filastroccando

Se il volume sulle filastrocche di Maria Piscitelli non avesse altri meriti, ne ha di certo uno che dovrebbe portarci tutti a leggerlo con passione e a studiarlo con attenzione. Come anticipa il bel titolo Filastroccando filastroccandoTra suono, senso e strutture della lingua, il libro conduce in un itinerario didattico ambientato nel contesto comunicativo della filastrocca. Non paia scontata la scelta di proporre un tale itinerario agli insegnanti d’italiano.
Le Indicazioni Nazionali da più di dodici anni hanno ricondotto proprio alla dimensione comunicativa della testualità il campo d’indagine della padronanza linguistica [1]. Ne hanno in tal modo tarato lo statuto su un’epistemologia coerente con le finalità di una scuola alle prese con la complessità della società della conoscenza. Nella prospettiva del mandato costituzionale, uguale per ogni ordine di scuola, i traguardi e gli obiettivi delle Indicazioni vi fanno rigorosamente riferimento sia per il primo, sia per il secondo ciclo. Eppure una tale rivoluzione copernicana non ha prodotto significativi riscontri nella pratica progettuale dei dipartimenti scolastici, impreparati ad affrontare una prospettiva disciplinare tanto inusuale e attestati al contrario sulla tradizionale declinazione dei contenuti. In sintonia col rinnovamento epistemologico introdotto dalle Indicazioni, il volume della Piscitelli sulle filastrocche ha, dunque, lo straordinario merito di mettere a disposizione degli insegnanti del primo ciclo un concreto e raffinato viaggio della lingua nell’incanto di un mondo generato da una lingua altra.

In realtà Filastroccando filastroccando ha così tanti meriti che sarebbe difficile riuscire a metterne in luce anche solo una piccola parte. Non si può, d’altro canto, non rimarcare che il rigore dell’impianto si presta ad almeno due possibili livelli di lettura, uno esplicito e l’altro implicito, entrambi ugualmente preziosi. A livello esplicito, il libro mette in scena un itinerario della lingua nel contesto comunicativo della filastrocca con una limpidezza e una leggerezza direttamente proporzionali alla solidità dell’approccio linguistico, letterario, pedagogico e didattico. La filastrocca vi è, da questo punto di vista, la situazione “inattesa” in cui sorgono «esperienze linguistiche orali e scritte per migliorare la competenza iniziale di ciascun alunno e sviluppare capacità di comprensione e produzione»[2]. Leggi tutto in "Insegnare", Cidi, https://www.insegnareonline.com/rivista/oltre-lavagna/maria-piscitelli-filastroccando-filastroccando  29-5-2020.





Il volume recensito è: Filastroccando, filastroccando di M. Piscitelli, Aracne, Roma 2019.

L'immagine è la copertina del volume Filastroccando, filastroccando.