La retorica dello scrivere

di Leonardo Barsantini | del 15/05/2020
La retorica dello scrivere

Molto bello il tuo articolo, Eleonora. Mi ha fatto ricordare quando ero a scuola in un modo nuovo: "C’era la retorica delle elementari, quella delle medie e quella del liceo." E' un modo interessante di vedere le cose. In prima liceo avevo una brava insegnante di italiano che, non so come, mi fece appassionare alla letteratura. Per farla breve, io che avevo letto poco, mi accorsi che il giornalaio sotto casa era fornito anche di tanti oscar Mondadori. In un anno mi lessi tutto Hemingway e tanto altro. In pratica avevo recuperato i 15 anni precedenti. Al secondo anno, purtroppo, arrivò un'altra docente che non aveva le stesse capacità della sua collega. Allora, io, che non riuscivo a capire come soddisfarla, iniziai a segnarmi alcune cose che diceva e nei temi le ridicevo. Addirittura partecipammo a un concorso con un tema e il mio le piacque. In pratica in quei temi non c’era niente di mio, ma la “retorica” del liceo come la intendeva lei! Sempre a questo proposito, un mio bravo – molto bravo - collega di lettere, mi ha detto che lui da anni aiuta gli studenti a, diciamo, imparare a scrivere. Pare una cosa ovvia, ma non succede regolarmente. Credo di aver capito che a tutt’oggi gli studenti fanno i temi e se li sanno fare, bene, altrimenti … pace. Insomma, lui ha costruito dei percorsi sulla scrittura che usa da anni. Questa è una cosa positiva, eppure mi raccontava che questi percorsi, che pure aiutano gli studenti a migliorare le competenze nella scrittura, li mettono anche in difficoltà. Perché? Perché molti docenti di lettere che vengono come membri esterni all’Esame di stato, non riconoscono in questa “scrittura” la “retorica” della scrittura dello studente del liceo. Alcuni docenti, mi diceva, lo affermano – forse senza rendersene conto - esplicitamente. Cioè, fanno capire che siamo fuori dalle “forme retoriche” del “bravo studente” del liceo.