La progettazione a ritroso di Wiggins e McTighe. Una proposta da esplorare nel ‘bene’ e nel ‘male’

di Giuseppe Bagni, Carlo Fiorentini | del 25/11/2019
La progettazione a ritroso di Wiggins e McTighe.  Una proposta da esplorare nel ‘bene’ e nel ‘male’

Nella scuola italiana, come le più svariate ricerche degli ultimi dieci anni hanno confermato, continua  ad  essere  prevalente  la  modalità  tradizionale  trasmissiva  e  nozionistica  di insegnamento, nonostante che le norme fondamentali della scuola prescrivano, a partire dall’avvio   dell’autonomia   scolastica,   un’impostazione   completamente   diversa,   di   tipo problematico, che prevede un ruolo attivo da parte dello studente nel processo di costruzione della conoscenza. Quali spiegazioni possono essere date per questa drammatica situazione?

Fra le tante, quella più importante è il tipo di politica ministeriale di questi ultimi vent’anni, dove quasi tutti i governi che si sono succeduti hanno voluto fare una loro riforma della scuola, che modificava o annullava quella precedente. Il risultato di questa politica scriteriata è una scuola con minori risorse di venti anni fa, e con molti aspetti significativi della qualità del  sistema  irrisolti.  Fra  i  tanti,  è  emblematico  quello  della  formazione  iniziale  degli insegnanti, dove siamo, con il governo attuale, ritornati a venti anni fa, prima delle SSIS. Noi pensiamo, tuttavia, che un ruolo importante nel determinare questa situazione di disorientamento  sia  stato  svolto  dal  permanere,  nel  mondo  universitario,  di  posizioni antitetiche ma convergenti nei risultati: fra chi continua a considerare le discipline come il fine  della  formazione e  chi  pensa  di  risolvere il  nodo fondamentale della  mediazione pedagogico-didattica con didattismi, con tecniche di vario tipo, con passe-partout applicabili a qualsiasi disciplina di qualsiasi livello scolare, con il risultato, da parte di entrambe le posizioni, di conservare lo status quo nella scuola.

Da quindici - vent’anni la maggioranza degli esperti di didattica generale ha fatto propria la proposta pedagogico didattica della progettazione a ritroso, e anche Le linee guida del MIUR del Piano per la  Formazione dei docenti 2016-2019 contengono un’indicazione per la formazione  degli  insegnanti  alla “programmazione  a  ritroso”.  Constatando  una grande debolezza in queste proposte (Bagni, Fiorentini 2018), abbiamo avuto l’esigenza di capire se essa fosse dovuta ad una interpretazione riduttiva e banalizzante o dipendesse da gravi limiti della proposta originaria. Abbiamo conseguentemente analizzato con attenzione la proposta originaria leggendo i due volumi di Wiggins e McTighe Fare Progettazione, quello teorico e quello pratico. Ci siamo trovati di fronte a una proposta a nostro parere contraddittoria, con molte considerazioni preziose e con proposte didattiche inefficaci o inconsistenti. In questo contributo cercheremo di darne conto, riportando ampie citazioni tratte soprattutto dal primo volume, parafrasate il meno possibile proprio per farne cogliere direttamente la rilevanza sia in positivo sia in negativo.
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