Giù le mani!

di Giuseppe Bagni, Mario Ambel | del 23/05/2019
Giù le mani!

- Ci associamo agli interventi di Giuseppe Bagni presidente nazionale del CIDI e di Mario Ambel direttore di Insegnare-

-Giuseppe Bagni presidente nazionale del CIDI- 
Non saremo mai i vostri catechisti.

“Mancata sorveglianza”. Da non credere. Quindi la docente di Palermo è stata sospesa perché doveva “sorvegliare” i suoi studenti quattordicenni e ha omesso questa che evidentemente è ritenuta la vera “missione costituzionale”. Si pensava di essere in-segnanti, quelli che devono “segnare dentro”, invece dovremmo "scancellare-dentro" la libertà di pensiero. Non lo faremo.
Di solito mi prendo qualche giorno per rispondere per evitare gli eccessi dell’emotività ma oggi no.
Oggi non si può attendere nemmeno un minuto per rispondere a questo attacco forsennato che colpisce ancora la scuola, ma mira ad azzerare la percezione del paese su cosa significhi vivere in un paese democratico.
Quando si mandano di corsa i pompieri non per una casa in fiamme, ma per rimuovere innocui striscioni privi di offese; quando una di noi viene punita per mancata sorveglianza equiparando la scuola ad uno zoo dove gli insegnanti hanno l’obbligo di tenere ben chiuse nelle gabbie le intelligenze dei loro allievi, non si può aspettare un minuto di più a rispondere che non ci stiamo.
E finitela col blaterare sul senso critico da sviluppare negli alunni, se ci chiedete di imbavagliarli: non vi rendete conto che state svelando tutta l'ipocrisia (inaccettabile) nascosta nel ritorno dell’educazione civica quando volete trasformare la scuola pubblica da palestra di libertà di pensiero in una scuola “aperta al pubblico”; un pubblico obbligato al silenzio e preferibilmente all’applauso. Daremo il voto ai nostri allievi sul loro livello di civicità (che idiozia), voi però siete già bocciati.
Ma non fatevi illusioni. Non permetteremo che la scuola diventi un non-luogo privo di identità e valori in cui addestrare gli alunni al catechismo del governo di turno.

-Mario Ambel direttore di Insegnare-

Nella vicenda dell’insegnante palermitana sospesa dall’insegnamento per 15 giorni per non aver vigilato e impedito che in una attività didattica dei suoi allievi la promulgazione del “decreto sicurezza” venisse accostata alla promulgazione delle “leggi razziali” ci sono due comportamenti che lasciano profondamente turbati e interdetti. Quello di chi ha voluto o emanato il provvedimento di sospensione in nome di una frettolosa procedura che pare più asservita a meccanismi delatori e volontà censoria che non a una ponderata applicazione della normativa e del buon senso e quello del ds e del collegio docenti della scuola che non si sono autosospesi in solidarietà con la collega e in difesa dei diritti sindacali, della dignità professionale e dell’autonomia delle istituzioni scolastiche. Segni, questi, che la situazione in cui è stato fatto precipitare il paese è davvero assai grave. Alla collega la solidarietà più sincera della redazione di “insegnare” e degli insegnanti democratici.






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