Poesia

Twenties tango / Cutler, Chicago copied by photographer Sam Hood for a theatre- Di State Library of New South Wales collection http://www.flickr.com/photos/29454428@N08/8160301211/

A palazzo Oro Ror

Nel cuor della notte, ogni notte,

la veglia incomincia a palazzo Oro Ror.
In riva allo stagno s'innalza il palazzo,
soltanto lo stagno lo guarda perenne e lo specchia.

Già lenta l'orchestra incomincia la danza,
la notte è profonda.

Comincian le dame che giungon da lungi,
discendon silenti dai cocchi dorati.
Dei ricchi broccati ricopron le dame,
ricopron le vesti cosparse di gemme i ricchi broccati.

Finestra non s'apre a palazzo Oro Ror,
ma solo la porta, la sera, pel passo alle dame.
In fila infinita si seguono i cocchi dorati,
discendon le dame silenti ravvolte nei ricchi broccati.
Lo stagno ne specchia l'entrata,
e l'oro dei cocchi risplende nell'acqua estasiata.

L'orchestra soltanto si sente.
Si perde il vaghissimo suono
confuso fra muover di serici manti.
La veglia ora è piena.
Di fuori più nulla.


Silenzio.

 

Un cocchio lucente ancora lontano risplende,
s'appressa più ratto del vento
e rapida scende la dama tardante.
Se n'ode soltanto il leggero frusciare del serico manto.

Il cocchio ora lento nell'ombra si perde.

 

A. Palazzeschi, Paesi e figure, in Tutte le poesie, a c. di un saggio introduttivo di A. Dei,
 Milano, A. Mondadori, I Meridiani, 2002, pp.417-418

A palazzo Rari Or

 Da vetri oscurissimi
leggera una nebbia viola traspare:
finissima luce.
E s'odon le note morenti
dei balli più lenti.
Si vedon dai vetri
passare volanti
le tuniche bianche
di coppie danzanti.

 

A. Palazzeschi, Paesi e figure, in Tutte le poesie, a c. di un saggio introduttivo di A. Dei,
 Milano, A. Mondadori, I Meridiani, 2002, p.416.