Opinioni a confronto


  • Pedagogia autentica e valutazione educativa. Come insegnare nella prospettiva di una valutazione autentica?

    Pedagogia autentica e valutazione educativa. Come insegnare nella prospettiva di una valutazione autentica?

    di Maria Piscitelli | del 06/12/2013
                                                             Negli ultimi venti anni si è aperto un interessante dibattito sulla formatività della valutazione autentica, con forti richiami agli effetti emotivi-motivazionali della valutazione e alla necessità di introdurre  nella prassi quotidiana una pedagogia autentica.  
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  • Ci mancavano solo i BES!                                                       Lettera aperta al Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza

    Ci mancavano solo i BES! Lettera aperta al Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza

    di Paola Conti | del 28/10/2013
      Gentile Ministro (o Ministra, come preferisce),  dopo due lettere scritte ai Suoi predecessori (il Ministro Fioroni e il Ministro Gelmini) mi ero riproposta di non scrivere più a nessuno. Certi sfoghi sono legati a momenti particolari (particolarmente gravi, intendo) e il loro “abuso” finisce per indebolirne l’efficacia anche solo a 
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  • Scuola e Psicologia: a che punto siamo?

    Scuola e Psicologia: a che punto siamo?

    di Lucia Bigozzi, Francesco Miniati, Università di Firenze | del 01/07/2013
    In una prima elementare un bambino si avvicina allo psicologo che è venuto in classe a proporre delle prove ai bambini. “Ma te che lavoro fai?” “Sono uno psicologo” “Cosa fa uno...
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  • Bambini con disagio emotivo e affettivo: a scuola  io sto bene

    Bambini con disagio emotivo e affettivo: a scuola io sto bene

    di Lucia Bigozzi, Elena Falaschi | del 28/05/2013
    “Mamma, io la scuola me la legherei a un carretto e me la porterei a casa” (Bruno, 5 anni). Bruno ha voglia di andare a scuola perché ci sta bene, vive in un clima sereno e produttivo, ricco di esperienze, curiosità, entusiasmo, di relazioni affettive soddisfacenti. Bruno ha una famiglia problematica e trova nella scuola un luogo sicuro in cui poter crescere serenamente. A volte invece i bambini a scuola manifestano un disagio, che può essere legato a problematiche di natura relazionale, emotiva, affettiva, psicologica, sociale, cognitiva, istituzionale… Spesso è un “nuovo disagio”, con caratteristiche...
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  • Cronistoria scolastica: un’autobiografia culinaria. Sapori  di  vita e  vita in sapore

    Cronistoria scolastica: un’autobiografia culinaria. Sapori di vita e vita in sapore

    di Monica Rook | del 11/05/2013
     Riflettendo sul giorno della memoria, sull’importanza del ricordo, sulla memorialistica, con una serie di considerazioni a catena siamo finiti a parlare in classe del cibo, della cucina, del gusto, temi che i nostri allievi “maneggiano” quotidianamente e che li caratterizzano in modo profondo dal momento che hanno deciso di frequentare questa scuola. È nata dunque l’idea di indagare nel passato personale alla ricerca del proprio rapporto con il cibo per vedere come è nata l’idea di farne una ragione di vita e di lavoro. Ho pensato che proprio questo potesse essere il kairòs per Innovare.
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  • Intorno all'iniziativa sul Curricolo verticale

    Intorno all'iniziativa sul Curricolo verticale

    di Maria Piscitelli | del 14/04/2013
    Il Cidi nazionale ha organizzato, con i vari Cidi territoriali, un'iniziativa sul Curricolo verticale per offrire ai docenti occasioni feconde di scambio e di socializzazione. Il Cidi di Firenze, che da più di 15 anni si occupa di Curricolo verticale, essendo profondamente convinto che il successo o l'insuccesso scolastico dipenda essenzialmente dalla curricolarità verticale, è presente con numerosi docenti, impegnati nei gruppi di ricerca e sperimentazione del Cidi di Firenze e di differenti scuole toscane.  Molteplici...
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  • Storie di vita: l'assenza, denominatore comune

    Storie di vita: l'assenza, denominatore comune

    di Benedetta Pazzagli | del 02/04/2013
    Nel tempo in cui sono presente a scuola come insegnante, mi capita spesso, di recente, di raccogliere dai miei alunni storie di assenza: assenza di adulti - padri, madri, insegnanti- forse troppo occupati e  pre-occupati delle loro cose non risolte e presi dai ritmi frenetici del vivere, per potersi mettere in relazione autentica con l’altro.“Chi si ferma è perduto!”, recita il proverbio. A me sembra che a perdersi sia proprio chi non si ferma mai! Quando poi veniamo richiamati  e qualcuno ci dice che forse è necessario fermarsi –magari per un colloquio con l’insegnante a scuola - la cosa ci imbarazza a tal punto che, non essendone...
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  • Sereno

    Sereno

    di Maria Piscitelli | del 31/03/2013
    Dopo tanta nebbia a una a una si svelano le stelle Respiro il fresco che mi lascia il colore del cieloMi riconosco immagine...
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  • Classi difficili. Dal diario di bordo..

    Classi difficili. Dal diario di bordo..

    di Roberta Pozzana | del 14/03/2013
    Settembre 2012 La classe in cui mi sono trovata ad operare è composta da venti alunne, esclusivamente  ragazze perché il corso forma per la figura dell’estetista, tutte loro provengono da situazioni piuttosto difficili sotto vari punti di vista. Il denominatore comune è l’insuccesso scolastico e la conseguente disaffezione a qualsiasi tipo di impegno o sforzo di tipo intellettuale. Molte hanno ripetuto più volte e hanno sviluppato una forma di difesa basata sull’arroganza  e su una falsa sicurezza di sé....
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  • La questione delle lingue nel sistema Italia

    La questione delle lingue nel sistema Italia

    di Lend nazionale | del 17/02/2013
     «E’ solo la lingua che fa eguali. Eguale è chi sa esprimersi e intende l’espressione altrui. Che sia ricco o povero importa meno. Basta che parli» [...]«E non basta certo l’italiano, che nel mondo non conta nulla. Gli uomini hanno bisogno d’amarsi anche al di là delle frontiere. Dunque bisogna studiare molte lingue e tutte vive» don Milani Lettera a una Professoressa   
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