La magistratura scopre l'acqua calda nelle Università

di Raffaele Simone | del 26/09/2017
La magistratura scopre l'acqua calda nelle Università

Raffaele Simone ha così commentato su Facebook l'articolo pubblicato da Grazia Longo  (La Stampa, 26-9-2017):


Questi forse erano un po' più malandrini e sfacciati degli altri, ma così vanno le cose normalmente, in quel mondo (e sicuramente anche in altri della sfera pubblica). Va detto anche che chi si oppone a quelle regole si accorge presto di essere rimasto solo e isolato...

Piuttosto che arrestarli (o arrestarci, quando c'ero anch'io) tutt*, sarebbe meglio trovare regole pulite e ferree e, soprattutto, allontanare i professio...nisti dall'università (i primi perpetratori...). 
Vasto programma, certo, ma perché in altri paesi ci riescono?

PS Allontanare i professionisti dall'università: una cosa cruciale, anche se apparentemente impossibile, che suggerivo già nel 2000, nella riedizione del mio L'Università dei tre tradimenti, Laterza, e, prim'ancora, nell'articolo "Professore e presidente" su Il Mulino del 1998.

PPS Risalta, da questa storia, anche il comico e il penoso della presenza obbligatoria di uno straniero in ogni commissione. Sbandierata come prova eroica di internazionalizzazione, ma in effetti pura e candida attestazione di provincialismo, non esclude che lo straniero ignori l'italiano, lingua nella quale, pur sempre, una gran parte dei candidati scrive i suoi ponzamenti. Il povero López Espadafor (cognome degno del capitan Alatriste) veniva allettato con viaggi a Venezia e promessa di revisione gratuita dell'italiano dei suoi paper. Fortuna che non gli offrivano qualche escort.
Poveri noi.

Immagine di Nerva (Proprio lavoro) [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons. https://commons.wikimedia.org/wiki/File%3ANerva_-_Now_What%3F.jpg