"Le avventure di Girolama e Calimero” di Maria Rosa Giannalia

di Maria Piscitelli | del 25/11/2016

Il progetto di scrivere “Le avventure di Girolama e di Calimero” è nato, come afferma l’autrice, per caso “mentre passeggiavo nel parco con la mia nipotina Rebecca parlando con lei, rispondendo alle sue domande, e spesso, inventando risposte per lei plausibili. E anche a casa, nelle giornate ventose quando lei ed io ci facevamo compagnia inventando tante avventure di una piccola protagonista alla quale abbiamo voluto dare un nome-parlante: Girolama”.  

Un racconto autobiografico quindi in cui la scrittrice, condotta per mano dalla sua nipotina, entra in punta di piedi nel mondo fantastico dell’infanzia, lasciando piacevolmente parlare il suo “fanciullino”, sovente smarrito da molti di noi.

La storia si snoda in più episodi, che narrano le avventure di una bambina che abita in una casetta piccola piccola con il suo papà e la sua mamma, a cui è molto legata. La piccola si chiama Girolama perché è simile a “una trottolina che gira sempre”. La sua casetta è talmente piccola che, quando cerca di gattonare, sbatte qua e là contro le pareti. Nella sua casa non vi sono giocattoli perché non ci stanno. Gli stessi genitori  vi sostano a turno, solo la bimba sta sempre dentro. Girolama è una bambina curiosa e vivace: ama giocare, inventare, sognare e conoscere.

Un giorno, la nonna regala a Girolama, per il suo compleanno, un pinguino di peluche chiamato Calimero. Girolama inizia a giocare con lui, fuori, all’aperto. Ma i genitori non vogliono, perché temono che prenda freddo. Calimero, che ama stare con lei, trasforma allora, con le sue ali magiche, la casetta, rendendola grande grande:“Pilastri e pareti spuntavano dalle sue ali, scale e stanze grandi grandi, il lettino per Girolama e l’armadio pieno di altri animaletti e giocattoli, mentre il papà e la mamma poterono stare insieme dentro la loro casa. Per ciò tutti furono felici”.

Calimero diventa così l’inseparabile amico della bambina con la quale condivide le sue avventure. Egli la segue in tutte le sue vicende. Entrambi si sostengono, si divertono e, in un clima di reciproca complicità, vivono nuove esperienze, imparano insieme, felici di intraprendere un gioioso viaggio conoscitivo. Calimero, che “riusciva ad acchiappare i sogni più belli e farli durare per tutta la notte”, spesso la conforta, le dà consigli da fratello maggiore, spiegandole situazioni per lei incomprensibili.

Il racconto si sviluppa tramite intrecci narrativi che, in uno sfondo  affettivo e fiabesco, mettono in relazione la sfera quotidiana e quella fantastica.  La voce narrante è quella della stessa autrice, che crea, trasfigura,  mette in scena l’esperienza vissuta, comunicandola efficacemente alla sua nipotina.  Non è raro che nel racconto si avverta la presenza della nonna –scrittrice che, attraverso l’amico del cuore, il pinguino Calimero, dialoga con la nipotina.  La rassicura,  le fornisce insegnamenti di vita, liberandola da dubbi e paure e non perdendo mai l’occasione di stupire e di assecondare il  desiderio di sapere e di scoperta di Girolama. Una voce, quella della nonna, che rafforza e accompagna la prima in un gioco magico, oscillante tra finzione e realtà, aperto al mondo.

Gli episodi  sono: Girolama e Calimero. Il nido. Girolama e il ballo. L’acchiappasogni.I “ poliziotti” del parco. Girolama e i maghi. Tutti giocosi e ricchi di  metamorfosi fiabesche. In essi l’autrice stimola i suoi lettori a leggere la realtà con lo sguardo dell’immaginario, a  vederne quello che non c’è e che potrebbe esserci, comunicandoci che, se nel mondo ci fosse più fantasia, esso sarebbe veramente più bello!